Le liti fiscali sono in netto calo: basti pensare che nel 2011 i ricorsi presentati erano 330.153, contro i 151 mila registrati nel 2020. Su questa base, e su quella dei calcoli che confrontano le forze presenti nelle Commissioni, il calo delle liti fiscali e degli arretrati, il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria nella delibera 583/21 ha dichiarato che un giudice fiscale su quattro sarebbe in esubero.

Per l’esattezza, il 26,1%, ossia 709 giudici (558 nelle Commissioni tributare provinciali e 151 nelle regionali) su un totale di 2.707.

L’obiettivo del documento del Consiglio, il cui promotore è Alberto Liguori, consigliere e procuratore di Terni, è quello di verificare il reale fabbisogno delle Commissioni tributarie, in modo da porre un freno al cosiddetto “turismo giudiziario”, ossia l’utilizzo indiscriminato della risoluzione 7 del 13 ottobre 2015, che permette alle Commissioni in stato emergenza, in quanto carenti di organico e intasate di procedimenti, di ottenere “in prestito” giudici da altre regioni.
Tale misura avrebbe dovuto avere un carattere di eccezionalità per far fronte agli stati di crisi organizzative, ma in realtà è diventata una prassi, rappresentando un costo a carico dei contribuenti.

Liti con il Fisco: un’emergenza ormai terminata?

È il 2o14 e le carenze in organico nelle Commissioni tributarie, unitamente alle pendenze in aumento, spingono il Cpgt verso la risoluzione 7, per permettere alla Commissioni in affanno di richiedere giudici da altre regioni.Negli ultimi, però, le Commissioni hanno registrato ottime performance in termini di smaltimento delle liti, tanto che non sono più presenti situazioni di emergenza. Nonostante questo, la risoluzione 7 continua ad essere applicata, in modo irregolare, come si leggere dalla delibera 1619/19 firmata dal presidente Leone: “si è avuto modo di sostenere che attualmente l’istituto viene impiegato senza alcuna valutazione e conseguente ponderazione tra carichi di lavoro dell’ufficio richiedente e quelli dell’ufficio di provenienza del giudice applicato“.

Uno studio sul numero di applicazioni 2014-2018 “ha evidenziato – si legge sempre nella delibera 1619 – come l’istituto in esame da strumento eccezionale di gestione delle criticità organizzative, in realtà, è divenuto strumento ordinario con stravolgimento della sua natura“.
I giudici tributari, tuttavia, non sono d’accordo con quanto rilevato nella delibera 583, che chiedono di rivedere, sostenendo che i calcoli in merito alle esigenze organiche nelle Ct siano stati effettuati al ribasso. Calcoli che oltretutto arrivano in un momento delicato, che vede la Commissione interministeriale Mef-Giustizia alle prese con la riforma del contenzioso tributario.

I tagli ipotizzati nella delibera 583

Secondo quanto previsto dalla delibera 583 approvata il 25 maggio scorso ,719 (su 2.707) tra presidenti di sezione, vice presidenti di sezione e giudici delle Commissioni tributarie regionali e provinciali, sono in eccesso. Come detto, questa stima ha lo scopo di arginare il frequente e spesso incontrollato utilizzo della risoluzione 7 del Cpgt, attraverso cui i presidenti di Commissione richiedono l’applicazione di giudici provenienti da fuori regione.

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