In arrivo nuovi aiuti di welfare dalla Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti. A partire dal 21 aprile i professionisti possono richiedere online contributi per i contratti di finanziamento sottoscritti dal 23 febbraio e il 31 dicembre 2020. La Cassa ha stanziato un totale di 15 milioni di euro per far fronte a questa misura; in contributi potranno essere richiesti dagli iscritti con un reddito non superiore a 50mila euro (per il periodo di imposta 2019), ad esclusione dei professionisti che, sempre nel periodo di imposta 2019, abbiano percepito redditi di lavoro dipendente e/o pensione per un ammontare lordo complessivo superiore a 20 mila euro.

Gli iscritti che presenteranno domanda alla Cassa, beneficeranno di un contributo base di 500 euro in caso di prestiti di importo minimo di 10mila euro e di un ulteriore 1% sulla quota di finanziamento che supera i 10mila euro, per un massimo di 700 euro.

Oltre ai contributi sui finanziamenti, la Cassa pubblicherà a breve un bando per le spese di locazione dello studio: un nuovo intervento che prevede un contributo pari al 50% dei canoni di affitto degli studi professionali pagati tra febbraio e maggio 2020, fino ad un massimo di 1.000 euro. Anche in questo caso, potranno usufruire del contributo tutti gli iscritti alla Cnpadc che, nel periodo di imposta 2018, non abbiamo percepito un reddito superiore a 50mila euro e che nel 2019 non abbiano percepito redditi di lavoro dipendente, di pensione e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, per un ammontare lordo complessivo superiore a 20mila euro.

La domanda per il contributo sui canoni di locazione deve essere inviata, entro il 31 gennaio 2021, utilizzando il servizio online CSF appositamente predisposto sul sito della Cassa.

Si tratta di una misura, spiega il Presidente di Cassa Dottori Commercialisti Walter Anedda, che “va ad aggiungersi a quelle già messe in atto dalla Cassa e intende essere un aiuto ai professionisti che, con difficoltà devono far fronte anche alle spese del proprio studio, che a differenza dei ricavi, non si contraggono con l’emergenza epidemiologica e per le quali, oltretutto, non è stato previsto alcun aiuto da parte dello Stato“.

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