Le udienze in forma pubblica devono riprendere al più presto, e sull’intero territorio nazionale: è la richiesta di commercialisti e avvocati, che hanno inviato al Presidente del Consiglio della Giustizia tributaria, Antonio Leone, una lettera per sollecitare la ripresa dell’attività giudiziaria.

Le udienze in forma pubblica e il regolare funzionamento degli uffici tributari sono infatti fondamentali per garantire il contraddittorio processuale alle parti. Terminata la sospensione feriale dei termini processuali è quindi necessario ripristinare le condizioni ordinarie di svolgimento dell’attività giudiziaria da parte delle Commissioni tributarie, pur assicurando tutte le precauzioni necessarie per contrastare gli effetti negativi dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Proprio per contrastare la diffusione dell’epidemia da Coronavirus, il decreto Cura Italia aveva previsto, per il periodo compreso tra il 12 maggio e il 30 giugno 2020, la facoltà per i Presidenti di Commissione di adottare misure organizzative specifiche per la trattazione degli affari giudiziari, volte a consentire il rispetto delle misure igienico-sanitarie e ad evitare gli assembramenti e i contatti ravvicinati tra le persone. Tra queste misure rientravano la limitazione dell’accesso al pubblico agli uffici giudiziari, lo svolgimento delle udienze attraverso lo scambio e il deposito telematico di note scritte, contenenti le sole istanze e conclusioni, e la successiva adozione fuori udienza de provvedimento del giudice.

I Consigli hanno però evidenziato come tali misure, visto il carattere straordinario, non possano trovare ulteriore applicazione dopo il 30 giugno 2020, neanche facendo riferimento alle nuove disposizioni previste dal decreto Rilancio, che prevede la possibilità di adottare misure analoghe fino al 31 ottobre 2020, ma in riferimento al processo penale e civile.

Effettivamente, alcuni decreti presidenziali hanno già disposto in modo tempestivo la ripresa delle udienze in forma pubblica, pur mettendo in atto tutte le cautele volte a prevenire la diffusione dei contagi da Covid-19, come ad esempio il frazionamento degli orari di convocazione delle udienze e degli accessi, l’obbligo di distanziamento interpersonale e l’utilizzo obbligatorio delle mascherine per l’intero ufficio giudiziario. Tuttavia, alcuni decreti presidenziali hanno ritenuto applicabili anche al processo tributario le misure organizzative straordinarie previste per i processi penali e civili.

Ciò che è importante sottolineare è la necessità di assicurare alle parti un contraddittorio processuale, che può essere garantito solo con l’effettivo svolgimento di udienze in forma pubblica, oltre che con un regolare funzionamento degli uffici giudiziarie. Resta quindi imprescindibile il ripristino quanto più celere delle condizioni ordinarie di svolgimento dell’attività giudiziaria in tutte le Commissioni tributarie.

Photo credit: Il Sole 24 Ore – www.ilsole24ore.com