Professionisti, addio alla proroga delle tasse

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Brutte notizie per i professionisti, che hanno visto sfumare la possibilità di una proroga al 16 marzo 2020 delle imposte dovute da coloro che sono soggetti agli Indici di affidabilità fiscale o che hanno aderito al regime forfettario.

Nella bozza del decreto legge, approvato “salvo intese”, non figura infatti nessuna proroga delle tasse, la cui scadenza rimane quindi fissata al prossimo 18 novembre, mentre emerge una riduzione al 90% degli acconti in scadenza al 2 dicembre (il 30 novembre è un sabato) insieme ad una rimodulazione per quelli del prossimo anno.

Un vero e proprio colpo di scena, scaturito dalle criticità riscontrate sull’eventuale proroga a metà marzo dei versamenti. Tali criticità riguardavano sia il fronte europeo, a causa dell’incompatibilità con i metodi di classificazione Eurostat della proroga, sia il fronte interno, perché la proroga del versamento delle rate dovuti dai professionisti in regime forfettario e contribuenti Isa avrebbe di fatto capovolto il calendario delle scadenze fiscali. Professionisti e imprese, infatti, sarebbero stati obbligati a versare la prima parte dell’acconto 2019 successivamente alla seconda parte dovuta entro il 2 dicembre 2019.

Facciamo un esempio pratico: un professionista deve versare al Fisco 10mila euro e la prima rata ammonta a 4mila euro, mentre la seconda è pari a 6mila euro. L’importo delle seconda rata, in virtù della riduzione dell’acconto al 90% scenderà a 5 mila euro. Per quanto riguarda il conguaglio, infine, il contribuente seguirà la strada ordinaria, agendo direttamente nella dichiarazione dei redditi 2020.

L’eliminazione della proroga e l’introduzione della riduzione degli acconti di 10 punti percentuali il saldo contabile per lo Stato rimane quindi invariato a 3 miliardi. La stima di un miliardo e mezzo di maggiori entrate era infatti frutto di un atteggiamento iperprudenziale dei tecnici durante la stesura del Nadef, che non poteva tenere conto dei versamenti dei professionisti soggetti ad Isa e forfettari chiamati a rispettare la scadenza del 30 settembre.

 

Photo credits: Money.it – www.money.it

 

By | 2019-10-21T12:48:46+01:00 Ottobre 22nd, 2019|Guide, Vita da studio|0 Commenti