Processo Tributario Telematico, a che punto siamo?

Dopo un lungo cammino, iniziato a fine 2015, dal 15 luglio 2017 il Processo Tributario Telematico è una realtà in tutta Italia.

A quasi otto mesi dalla sua definitiva introduzione, il Ministero dell’economia e delle finanze traccia un’analisi sullo stato del Processo Tributario Telematico, stilando un rapporto che riassume gli utilizzi e la diffusione nei procedimenti di contenzioso. Prima di addentrarci nei risultati forniti dal Mef, ripercorriamo brevemente le fasi del PTT in Italia.

Processo Tributario Telematico: un breve riassunto

Il PTT è regolamentato dal decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 23 dicembre 2013, n. 123, che comprende anche il progetto complessivo di digitalizzazione della giustizia e di semplificazione del rapporto tra fisco e cittadini.

Il decreto n.184 del 10 agosto 2015, poi modificato dal decreto n.288 dell’11 dicembre 2017, disciplina quindi le regole tecniche per il deposito dei documenti in modalità telematica. Il PTT costituisce ad oggi una facoltà per la parte processuale, la quale può decidere di avvalersene indipendentemente dalla modalità scelta dalla controparte.

Per accedere al sistema informativo della Giustizia Tributaria (SIGIT –PTT) e depositare atti e documenti processuali è necessario iscriversi al portale www.giustiziatributaria.gov.it e dotarsi di una casella di posta elettronica certificata, alla quale saranno inviate le comunicazioni relative al Processo Tributario Telematico.

L’acquisizione di atti e documenti da parte del sistema informatico è attestata da apposite ricevute e con l’attribuzione di un numero di RGR/RGA. Grazie alla creazione di un fascicolo processuale, giudici tributari, contribuenti, professionisti ed enti impositori possono consultare gli atti giudiziari in modo autonomo. Tutto ciò permette di semplificare notevolmente le procedure, ma offre vantaggi anche in termini di trasparenza degli adempimenti processuali e di durata del contenzioso; inoltre, si riducono fortemente i costi legati agli spostamenti presso le sedi delle Commissioni tributarie.

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Processo Tributario Telematico: i risultati

Analizziamo i risultati raggiunti dal PTT partendo dal numeri che riguardano l’iscrizione alla piattaforma centralizzata. Al 31 gennaio 2018 risultano registrati al SIGIT:

  • 17.300 utenti privati, ossia cittadini e professionisti;
  • Circa 7.000 dipendenti di enti impositori centrali, come camere di commercio e agenzie fiscali, e territoriali, come comuni, province e regioni.

Il totale degli iscritti alla piattaforma dedicata al Processo Telematico Tributario, quindi, è di oltre 24.300 utenti.

Inoltre, sempre al 31 gennaio 2018, sono stati depositati complessivamente più di 317.000 file.

Gli atti depositati nella piattaforma SIGIT

Nel corso del 2017 sono stati depositati 241.052 atti utilizzando modalità telematiche, ossia il 20,38% di tutti gli atti processuali pervenuti alle Commissioni tributarie. Analizzando questi numeri secondo la tipologia degli atti depositati, si osserva che:

  • Sono stati depositati 12.260 ricorsi/appelli telematici, pari al 7,92% delle controversie pervenute;
  • Le parti resistenti hanno depositato 23.696 controdeduzioni telematiche, pari al 14,28% di quelle complessivamente pervenute;
  • Sono stati depositati 205.096 altri atti processuali telematici, allegati alla controversia, ossia il 23,79% di quelle presentate complessivamente.

Il ricorso/appello e la controdeduzione, se depositati telematicamente, evidenziano la propensione della parte pubblica e privata all’utilizzo degli strumenti informatici, in quanto costituiscono gli atti principali con cui il ricorrente e il resistente si costituiscono in giudizio. La tipologia “altri strumenti processuali”, invece, designa generalmente i documenti allegati ed è utile per quantificare il volume documentale gestito in modalità telematica.

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La distribuzione del PPT nel territorio

Le regioni che nel 2017 hanno registrato le percentuali più alte dei depositi telematici sono:

  • Il Friuli Venezia Giulia con il 34, 54%;
  • Il Lazio con il 28,24%;
  • L’Emilia Romagna con il 28,08%;
  • Il Veneto con il 27,86%;
  • Il Piemonte con il 25,21%;
  • La Campania con il 22,60%;
  • La Lombardia con il 22, 56%;
  • L’Abruzzo con il 20,08%.

Questi dati risentono ovviamente dell’estensione graduale del Processo Tributario Telematico sul territorio nazionale: ad esempio, in Friuli Venezia Giulia e nel Lazio le nuove procedure sono presenti dal 15 aprile 2017, mentre in altre regioni come l’Emilia Romagna e l’Abruzzo sono presenti già dal 2016. Le due regioni con percentuali di adesioni più alte, quindi, hanno un’operatività inferiore ai 12 mesi.

Analizzando però esclusivamente i dati relativi al semestre agosto 2017 – gennaio 2018, periodo nel quale il PTT era presente su tutto il territorio nazionale, è evidente un costante incremento degli atti e dei documenti depositati in modalità telematica.

In particolare, sempre nello stesso periodo, nel giudizio di primo grado si registrano le percentuali più alte di depositi telematici di controdeduzioni: si può quindi ipotizzare una maggiore propensione all’utilizzo degli strumenti telematici da parte degli enti impositori rispetto ai professionisti. Ipotesi confermata anche analizzando i depositi nel giudizio di secondo grado. Tuttavia, si deve evidenziare come, negli ultimi 4 mesi del semestre considerato, si registri un aumento dei depositi telematici operati dai professionisti.

I dati relativi alla Commissioni tributarie

Le Commissioni tributarie regionali che registrano un livello di adesione maggiore al Processo Tributario Telematico sono quelle del Lazio, Campania, Toscana e Marche.

Per quanto riguarda le Commissioni tributarie provinciali, se si considerano gli atti e documenti depositati telematicamente in primo grado, le più alte percentuali di adesione sono registrate da:

  • Asti con il 77,18%;
  • Bologna con il 60,02%;
  • Rovigo con il 58,13%;
  • Trieste con il 58,13%;
  • Genova con il 57,39%;
  • Brescia con il 56,23%;
  • Ferrara con il 55,55%;
  • Bari con il 54,20%.

Se invece analizziamo esclusivamente i depositi telematici di ricorsi e controdeduzioni, le CTP con le maggiori percentuali di adesione al PTT sono:

  • Asti con il 51,49%;
  • Reggio Emilia con il 47,63%;
  • Pordenone con il 47,62%;
  • Udine con il 46,37%;
  • Novara con il 45,16%;
  • Parma con il 44,80%;
  • Foggia con il 43,15%.

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By | 2018-03-05T10:06:11+00:00 marzo 5th, 2018|Guide, Mondo commercialista|0 Commenti