Informazioni fiscali: servono standard comuni europei

  • scambio informazioni fiscali

Standard comuni per lo scambio automatico di informazioni fiscali fra gli Stati membri dell’Unione Europea e tutela dei dati personali. Questi i punti di attenzione emersi dal’’indagine della Sezione centrali di controllo della Corte dei Conti a seguito del recepimento delle direttive europeo sullo stato effettivo dello scambio automatico di informazioni fiscali, ossia reddituali, bancarie e così via, e l’utilizzo di tali informazioni per contrastare le frodi, le evasioni e le elusioni fiscali transfrontaliere.

Lo scambio automatico di informazioni fiscali rappresenta infatti uno strumento di fondamentale importanza per la lotta all’evasione e all’elusione fiscale transfrontalieri. Tale strumento è inoltre utilizzato per contrastare le strategie di pianificazione fiscale aggressiva, con cui le imprese possono trasferire gli utili in Paesi dove l’imposizione fiscale sia minore, producendo così effetti sulla base imponibile di altri Stati membri.

La procedura di scambio automatico delle informazioni fiscali ha numerosi interessi coinvolti: si va dall’acquisizione delle informazioni per l’applicazione corretta della normativa fiscale, all’esigenza di riservatezza, ma anche di non alterare la concorrenza nel mercato internazionale, fino alla difesa dei contribuenti.

La presenza di tanti e tali interessi suggerisce quindi la possibilità di elaborare degli standard comuni, in sede comunitaria e internazionale, che definiscano le fasi procedimentali nelle quali concentrare le verifiche sulle modalità di assunzione delle informazioni fiscali. Tali verifiche dovrebbero essere attuate già nella fase di raccolta delle informazioni, in modo da salvaguardare la speditezza delle attività.

Un tema fondamentale resta quello del diritto di protezione dei dati personali, rispetto all’incremento del volume dei dati dei contribuenti raccolti ed elaborati.

Per quanto riguarda invece le risorse umane impiegate nelle attività di scambio delle informazioni fiscali, l’Agenzia delle Entrate segnala che il personale dell’Ufficio cooperazione internazionale è rimasto invariato dal gennaio 2017 ad oggi (32 dipendenti), mentre nel periodo 2017-2017 sono stati investiti 774 mila euro per le implementazioni tecnologico sviluppate da Sogei, necessarie per la gestione delle direttive.

Photo credits: Il Sole 24 Ore – https://www.ilsole24ore.com/

By | 2019-04-14T10:39:43+02:00 Aprile 14th, 2019|Guide, Mondo commercialista|0 Commenti