Le dichiarazioni precompilate 2022 sono online da lunedì 23 maggio sul sito dell’Agenzia delle Entrate: se è vero che negli ultimi anni la qualità delle informazioni precaricate dal Fisco è notevolmente aumentata, un controllo preliminare deve sempre essere fatto.

Al debutto delle dichiarazioni sono infatti arrivate segnalazioni che riguardano in particolare l’assenza dei dati sugli interessi del mutuo, dato comunicato dalle banche fin dal 2015, o dell’abitazione principale, anche in assenza di modifiche rispetto all’anno di imposta 2020.

Ecco quindi quali controlli fare fin da subito sulla dichiarazione dei redditi 2022.

Quali dati controllare nelle dichiarazioni precompilate

Spese rimborsate, pagamento con mezzi tracciabili, dati sugli immobili: sono i principali punti di attenzione delle dichiarazioni precompilate 2022. Tutti i riscontri devono essere fatti a partire dal foglio informativo allegato alla dichiarazione in formato PDF.

Attenzione agli alert inseriti nel prospetto informativo: ad esempio, il bonus nido erogato dall’Inps è alternativo alla detrazione del 19% sulla retta e perciò l’Agenzia avvisa il contribuente che ha già richiesto aiuto all’istituto; negli anni scorsi alcune famiglie hanno per errore beneficiato di entrambe le agevolazioni.

Un altro aspetto a cui prestare attenzione sono gli avvisi relativi agli eventuali adeguamenti Istat del canone elle locazioni non in cedolare, come quelle per i box auto. Si tratta di un dato di cui il Fisco non può essere a conoscenza.

Nel foglio informativo sono riportati anche i dati dei contratti di locazione in corso, oltre ai bonifici per le ristrutturazioni edilizie pagati nel 2021. In generale, le spese sostenute dai singoli contribuenti sono contenute nel foglio informativo e vanno inserite nella dichiarazione, mentre quelle già pagate e comunicate dagli amministratori sono già state inserite nel modello.

Inoltre nel foglio informativo si trovano, se comunicate dalle scuole, le spese di frequenza scolastica (come la mensa) per i figli a carico. Molte famiglie hanno ricevuto il rimborso delle spese già pagate a causa delle chiusure Covid: in questo caso i rimborsi vanno decurtati dalla spesa detraibile o tassati l’anno dopo.

Il nodo dei pagamenti tracciati

Il 2021 è il secondo anno di imposta in cui è possibile detrarre al 19% sono le spese effettuate con mezzi di pagamento tracciabili, ad eccezione dei medicinali e delle prestazioni sanitarie presso strutture pubbliche o accreditate.

Nella Vedi dettaglio» del sito internet della dichiatazione precompilata è indicato il metodo di pagamento, tracciato o non tracciato, anche per i familiari a carico.

Secondo le prime segnalazioni, la modalità di pagamento non è sempre riportata in modo preciso: nessun problema nel caso delle spese per le quali non serve il pagamento tracciato, mentre negli altri casi sarà necessario recuperare la prova del mezzo di pagamento per poi modificare il modello precompilato, a partire dal 31 maggio, quando sarà disponibile anche la modalità di compilazione assistita.

Credits: Il Sole 24 Ore – www.ilsole24.com