Lo stato di salute dei commercialisti post pandemia fa ben sperare nella ripresa: crescono i giovani iscritti tra i praticanti, aumenta il reddito medio e si riducono le differenze tra Nord e Sud del Paese. È questa la fotografia dei commercialisti italiani che emerge dal Rapporto 2021 sulla professione, diffuso dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale della categoria.

Il primo elemento messo in evidenza dallo studio è l’inversione di tendenza, registrata lo scorso anno, nella dinamica degli iscritti all’Albo e in quella degli iscritti al Registro praticanti. Vediamo i dettagli.

Gli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti

Nel corso del 2020 gli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili sono aumentati di 523 unità, che rappresentano una crescita percentuale dello 0,4% sull’anno precedente.

In tredici anni, gli iscritti all’Albo sono cresciuti di 11.799 unità, con un aumento dell’11% sul 2007. Il Rapporto 2021 evidenzia quindi un’inversione di tendenza nella dinamica delle iscrizioni all’Albo e in quella degli iscritti al Registro praticanti. Nel primo caso, il tasso di crescita annuale, che nel 2019 era sceso a +0,1%, nel 2020 è salito nuovamente a +0,4%.

Per quanto riguarda i praticanti, dopo un periodo di decrementi, si registra nel 2020 una crescita del 4,3%, un aumento importante che offre ottime prospettive in termini di ricambio generazionale.

Il reddito dei commercialisti

Anche nel 2020 il reddito professionale netto medio dei Commercialisti continua ad aumentare, anche se a un ritmo molto più lento rispetto al 2019. Il tasso di crescita annuale infatti è sceso dal +2,6% al +0,5% , mentre il valore medio sale a 61.237 euro superando così il livello del 2009 (61.138 euro).

Il reddito mediano cresce invece del 2,3%, arrivando a 35.255 euro, ossia il 57,6% di quello medio, recuperando quindi terreno rispetto al 56,5% di un anno prima.

Al Sud il reddito medio cresce del 4,5%, mentre a Nord si registra un calo dello 0,3%. Anche il reddito mediano, a differenza di un anno fa, cresce al Sud (+5,8%) e cala al Nord (-3,2%). Rispetto al 2008, il reddito professionale netto medio è aumentato del 2,3%, mentre se valutiamo lo stesso parametro al netto dell’inflazione registriamo una diminuzione del 10,2%.

La presenza femminile tra i commercialisti

La presenza femminile negli Ordini territoriali dei Commercialisti è molto variabile e tende ad essere più alta negli Ordini del Nord Italia.

In particolare, nel Nord-est del Paese si registra una percentuale del 36,8%, con un picco del 41,5% in Emilia-Romagna. Nel Sud invece la quota di donne scende al 30,2%: il valore più basso si registra in Campania, con il 26,3%. Anche per i giovani, al Nord si registrano i livelli più elevanti (20,4%) rispetto al Sud (15,9%).

Da evidenziare come, mentre la quota di donne continui ad aumentare di anno in anno (+0,2%), quella dei giovani tende a diminuire progressivamente.

La presenza sul territorio

Il rapporto tra abitanti e iscritti è un importante indicatore del grado di concentrazione di commercialisti sul territorio, utilizzato come indice per comparare teoricamente la domanda e l’offerta.

Storicamente, questo rapporto è più basso negli Ordini del Sud Italia, dove si registra un grado di concentrazione di commercialisti più elevato. In tredici anni, gli iscritti all’Albo sono cresciuti di 1.799 unità, con un aumento dell’11% sul 2007. Nello stesso periodo, la popolazione italiana è scesa dello 0,6%, mentre l’occupazione è diminuita del 4,1%; di contro, le imprese attive sono aumentate del 2,3%.

Questi numeri hanno determinato un calo significativo del rapporto tra la popolazione e gli iscritti all’Albo: attualmente c’è un commercialista ogni 497 abitanti, mentre 11 anni fa c’era un commercialista ogni 555 abitanti. Lo stesso vale per le imprese: ad oggi c’è un commercialista ogni 43 aziende, mentre undici anni fa il rapporto era uno ogni 50.

Photo credits:  Il Corriere della Sera – www.corriere.it