Il 1 settembre l’Agenzia delle Entrate avrebbe dovuto riprendere l’attività di riscossione e di notifica delle nuove cartelle esattoriali e degli altri atti: il condizionale però è d’obbligo, perché il termine del 31 agosto stabilito dal decreto Rilancio sembra destinato a slittare. La sospensione dell’attività di riscossione, stabilita prima da decreto Cura Italia e poi dal decreto Rilancio, ha bloccato la notifica di circa 6,5 milioni di cartelle esattoriali durante il lockdown e nelle settimane successive al picco dell’emergenza da Covid-19.

Ora, però, il Governo sta valutando un nuova proroga, con l’intento di non aggravare le condizioni di imprese e attività produttive già profondamente toccate dalla crisi. Resta ancora da capire se la nuova sospensione sarà più breve delle precedenti, ossia dino al 30 novembre, o se arriverà fino all’inizio del nuovo anno. Tutto probabilmente dipenderà dall’individuazione delle coperture per i mancati flussi di cassa a Comuni, Regioni, Camere di commercio e enti di previdenza. Nel decreto Rilancio erano stati previsti a questo scopro 5,2 miliardi: un’ulteriore proroga dovrà tener conto del fatto che ogni mese di ritardo nelle notifiche delle cartelle esattoriali farà aumentare le risorse necessarie.

Un’operazione, quella di sintesi delle coperture e delle cifre da abbinare ai singoli provvedimenti che saranno inseriti nella manovra di agosto, di non facile risoluzione: la sospensione delle scadenze fiscali e delle notifiche delle cartelle esattoriali da parte dell’Agenzia delle Entrate vale infatti circa 4 miliardi di euro. Per quanto riguarda le tasse sospese, in particolare, si adorìtterebbe un meccanismo che prevede un taglio del 50% degli adempimenti fiscali con scadenza nell’ultima parte dell’anno, mentre il resto dei versamenti ancora dovuti nel 2020 sarebbe spalmato nei successivi du anni.

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