Il Governo ha varato domenica sera il cosiddetto decreto Ristori “quarter”: un pacchetto di provvedimenti che prevede una serie di stop fiscali e ad altre procedute esecutive per i contribuenti che presenteranno, o hanno presentato, domanda per chiedere una dilazione dei propri debiti, comprovando le difficoltà economiche che impediscono il pagamento.

Diverse le misure disposte dal nuovo decreto, che vede anche nuovi aiuti per i lavoratori stagionali del turismo, dello spettacolo e per i lavoratori impiegati nel settore dello sport, ma anche nuovi sostegni per il settore delle fiere e congressi, oltre ad altri interventi di natura differente.

Le scadenze fiscali rinviate nel nuovo decreto Ristori

Il testo del decreto legge prevede il rinvio delle scadenze fiscali di lunedì 30 novembre, ossia il secondo acconto delle imposte sui redditi e Irap. Si tratta in realtà di un mini rinvio, visto che imprese e professionisti avranno tempo fino al 10 dicembre per  ricalcolare la propria situazione e capire se si rientra nei parametri che danno diritto alla proroga più lunga.

La proroga più lunga passa invece al 30 aprile 2021, ma riguarderà solo le imprese con un fatturato al di sotto dei 50 milioni di euro che nel primo semestre 2020 abbiano subito una diminuzione del fatturato di almeno il 33% a rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per le imprese delle zone rosse, invece, lo slittamento è applicabile a prescindere dallo slittamento dei ricavi, così come per i ristoranti nelle zone arancioni.

Ed è qui che emergono fin dai subito nuovi nodi, perché le nuove proroghe previste dal decreto Ristori si intrecciano in modo singolare con l’ordinanza del ministero della Salute, che da domenica ha trasformato da rosse ad arancioni Piemonte, Lombardia e Calabria e da arancioni a gialle Liguria e Sicilia. Dal momento che il decreto Ristori quarter stabilisce che la proroga al 30 aprile riguarderà anche “i soggetti non interessati dagli Isa che operano nei settori economici individuati nei due allegati al decreto-legge Ristori bis e che hanno domicilio fiscale o sede operativa nelle zone rosse, nonché per i soggetti che gestiscono ristoranti nelle zone arancioni” è lecito chiedersi: zone rosse o arancioni da quando?

Il discrimine è rappresentato dalla data in vigore del decreto, che dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta ufficiale proprio oggi, lunedì 30 novembre. Di conseguenza le imprese delle regioni che hanno cambiato colore, passando da rosso ad arancione, o da arancione a giallo per quanto riguarda i ristoranti, potrebbero usufruire solo del rinvio limitato al 10 dicembre.

Il limite alle procedure esecutive

Lo stop alla possibilità del Fisco di attivare procedure esecutive, dal pignoramento al fermo amministrativo, non riguarda le pratiche già attività, ma scatterà solo successivamente alla presentazione della domanda da parte del contribuente che richiede la dilazione. Alla presentazione della richiesta si bloccano anche i termini di prescrizione e scadenza.

Le altre proroghe del decreto Ristori quarter

Il mini rinvio al 10 dicembre riguarderà anche la trasmissione telematica della dichiarazione dei redditi e del modello Irap. 

Il rinvio delle tasse di fine anno riguarderà comunque anche le scadenze del 16 e del 27 dicembre, per le quali si applica il criterio più ampio, che garantisce il diritto al rinvio quando la perdita di fatturato supera il 33%, fermo restando il limite complessivo dei 50 milioni. In tal caso, però, cambierebbe la base di calcolo, che non riguarderebbe più il primo semestre 2020 e 2019, ma piuttosto il confronto tra novembre 2020 e novembre 2019.

Cambiano invece le date e le modalità per tornare ai pagamenti. Iva e ritenute in scadenza il 16 dicembre dovranno essere pagate in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021, o in quattro rate mensili sempre a partire dal 16 marzo, secondo quando previsto anche dal decreto Ristori-bis. Le stesse regole sono applicabili anche ai contributi. Infine, le rate in scadenza il 10 dicembre per rottamazione e saldo e stralcio i pagheranno il 1° marzo.

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